Perché i bambini dovrebbero fare sport

Tra i tanti motivi per i quali i bambini dovrebbero fare sport, va annoverato anche il fatto che l’esercizio fisico non offre benefici solo all’umore e al corpo, ma anche al cervello. A rivelarlo è una ricerca recente che è stata effettuata da un team di studiosi dell’Università dell’Illinois e che è stata pubblicata su Frontiers in Human Neuroscience, rivelando che lo sport è in grado di stimolare l’intelligenza; la ricerca ha riguardato bambini di età compresa tra i nove e i dieci anni, e ha consentito di scoprire che la microstruttura della materia bianca presente nel cervello dei piccoli trae beneficio dall’attività fisica.

Attività fisica contro l’obesità, dunque, ma anche a favore del cervello. E i vantaggi sono molto più numerosi: la prevenzione delle malattie e la riduzione dello stress, l’irrobustimento del fisico e il miglioramento del rendimento scolastico, la diminuzione del grasso e lo sviluppo delle ossa, il controllo di abitudini alimentari non corrette e la predisposizione all’apprendimento, la lotta alla solitudine e l’abbassamento della pressione del sangue.

No alla vita sedentaria

Perché un bambino possa vantare uno sviluppo corretto sia dal punto di vista fisico che dal punto di vista psicologico, il movimento ricopre un ruolo molto importante, dal momento che assicura un accrescimento fisiologico e ha effetti positivi sul piano sociale ed educativo. Non bisogna dimenticare, infatti, che con lo sport i bambini prendono dimestichezza con il lavoro di squadra e con la solidarietà, ma anche con l’amicizia, con la capacità di stringere relazioni, con l’interdipendenza e con l’autonomia.

Il buon esempio dei genitori, a sua volta, è imprescindibile: ecco perché è consigliabile far prendere ai propri figli l’abitudine di muoversi, sin da quando sono piccoli, per essere certi che l’attività fisica diventi un vero e proprio stile di vita che accompagni la loro crescita. Meno videogiochi e tv, dunque, e più movimento, senza che lo sport debba per forza di cose equivalere a una ricerca sfrenata dell’agonismo: esso deve essere un divertimento e non uno stress, una valvola di sfogo e non un obbligo, un piacere alternativo ai compiti di scuola e non una fonte di ansie e preoccupazioni.


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