Protesi monocompartimentale ginocchio: affidatevi agli specialisti

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Nel campo della chirurgia mini invasiva, sia per la protesi totale sia per la protesi monocompartimentale ginocchio l’obiettivo principale resta lo stesso: sostituire l’articolazione compromessa dall’artrosi del ginocchio (gonartrosi) ricostruendola artificialmente con una componente protesica per ripristinarne la funzione e ridurre il dolore.

La differenza tra la protesi totale e quella monocompartimentale del ginocchio consiste in questo: la prima sostituisce due o più compartimenti del ginocchio che risultano compromessi, mentre quella monocompartimentale interviene in una sola area, per questo viene chiamata anche parziale.

La protesi parziale può essere impiantata al primo stadio dell’artrosi che, generalmente, inizia colpendo una sola area del ginocchio.

La chirurgia ortopedica mini invasiva non può più essere definita innovativa, nonostante ci sia in Italia ancora molta disinformazione, perché esiste ormai da oltre 15 anni ma si può, senza dubbio, definire la soluzione migliore.

Come è fatta la protesi monocompartimentale ginocchio

La protesi monocompartimentale ginocchio realizzata in metallo e plastica va a sostituire uno dei tre principali compartimenti: mediale (l’area interna), laterale (esterna) e femoro-rotuleo (che si trova nella parte anteriore, tra rotula e femore).

Con questo sistema, osso e cartilagine della parte sana (non compromessa dall’artrosi) non verranno toccati e sostituiti mentre il compartimento danneggiato verrà rimpiazzato da componenti in metallo fissati all’osso con l’utilizzo di un cemento speciale ed un inserto in plastica da inserire tra le due parti in metallo allo scopo di creare una superficie di scorrimento liscia.

L’obiettivo principale: salvare i legamenti crociati

La protesi monocompartimentale ginocchio è più piccola della protesi tradizionale; le dimensioni rientrano in quelle tipiche delle protesi ginocchio e anca impiantate con tecnica mini invasiva.

Protesi più piccola ed intervento su un solo compartimento danneggiato: sono queste le due basi su cui si fonda la chirurgia mini invasiva avanzata che permettono di salvare i legamenti crociati del ginocchio (essenziali per il movimento) lì dove sia possibile.

In tal modo, l’articolazione del ginocchio verrà avvertita dal paziente come quella naturale, fisiologica del ginocchio sano, assecondando la biomeccanica naturale.

I risultati della chirurgia mini invasiva sono ormai testati e di sicuro successo.

Protesi monocompartimentale ginocchio : diagnosi e preparazione

La diagnosi utile al chirurgo per valutare la possibilità e necessità dell’intervento viene stabilita dopo aver eseguito esami mirati come l’artroscopia e la Risonanza Magnetica Nucleare, oltre alla visite appropriate.

L’intervento viene deciso in base alla gravità dell’artrosi al ginocchio quando diventa invalidante, condiziona i movimenti e la terapia farmacologica non è più sufficiente ad alleviare i dolori acuti e costanti.

La tecnica chirurgica mini invasiva per l’impianto della protesi monocompartimentale ginocchio viene eseguita in anestesia generale o spinale.

Ripresa rapida, dopo l’intervento

L’intervento è più rapido e meno traumatico (dolore, gonfiore e perdita di sangue ridotti al minimo) di quello tradizionale e si velocizzano anche i tempi di recupero (ripresa e riabilitazione).

Il paziente, dopo l’intervento, resta in ospedale 4-5 giorni: i primi giorni, potrebbe ricorrere all’uso di un deambulatore o stampelle ed un programma fisioterapico mirato sarà sufficiente per la riabilitazione e ripristino del movimento articolare.

Potrà tornare a svolgere le normali attività quotidiane dopo 6 settimane dall’operazione.

Protesi monocompartimentale ginocchio : durata

Abbiamo già descritto i vantaggi della protesi monocompartimentale ginocchio (riduzione dell’incisione a circa 8 cm, durata dell’intervento minore, un’ora circa, minor perdita di sangue durante e dopo l’intervento, minori traumi in termini di dolore e gonfiore, recupero più rapido).

La protesi parziale ha una durata media di 20-25 anni e, al momento in cui dovrà essere sostituita, il successivo intervento per rimpiazzarla con una nuova risulterà più semplice e meno rischioso rispetto all’impianto di una protesi totale.

Svantaggi, limiti e rare complicanze

Esistono pro e contro in riferimento all’innesto della protesi parziale mini invasiva.

I possibili svantaggi sono i seguenti:

  • E’ difficile prevedere intensità e andamento del dolore, dopo l’operazione;
  • Se, in seguito, l’artrosi dovesse colpire anche gli altri compartimenti del ginocchio, occorrerebbe rimuovere la protesi optando necessariamente per quella totale;
  • Il principale limite riguarda il fatto che la protesi monocompartimentale ginocchio è indicata solo per i pazienti con legamenti sani, che non soffrono di artrite reumatoide, osteoporosi, ginocchio valgo o varo accentuato.

Va anche detto che chi si sottopone ad intervento per l’impianto di una protesi monocompartimentale ginocchio può correre raramente i seguenti rischi e complicazioni:

  • Infezione che, nella chirurgia mini invasiva, viene sempre prevenuta con la somministrazione di un antibiotico prima e dopo 24 ore dall’operazione;
  • Dolore costante;
  • Coaguli di sangue nelle vene delle gambe;
  • Lesioni ai nervi o ai vasi sanguigni;
  • paralisi del nervo peroneo comune in pazienti con ginocchio valgo-flesso grave;
  • frattura del piatto tibiale o del condilo femorale provocata da stress applicato sul piatto tibiale e sul condilo femorale durante la cementazione;
  • instabilità legamentosa causata da un difetto del bilanciamento dei legamenti finale a carico del ginocchio;
  • mal posizionamento delle componenti protesiche;
  • ipercorrezione o ipocorrezione dell’asse meccanico;
  • mobilizzazione o scollamento della protesi dall’osso di una delle componenti protesiche.

Tutti questi rischi e complicanze, seppure rarissimi, dimostrano, una volta di più, quanto sia fondamentale affidarsi a specialisti del settore, chirurghi esperti della tecnica mini invasiva.


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