Combattere ipertensione e colesterolo con olio di sesamo e crusca di riso [News]

Combattere ipertensione e colesterolo alto non é possibile solo tramite farmaci e cure specifiche. Un recente studio, presentato Washington durante l’American Heart Association’s High Blood Pressure Research 2012 Scientific Sessions, ha dimostrato che cucinare usando ingredienti diversi, come ad esempio olio di sesamo e crusca di riso, sia un ottimo modo per mantenere i livelli di pressione sanguigna e colesterolo stabili.

Come spiega il dottor Devarajan Sankar, ricercatore presso il Dipartimento di Malattie Cardiovascolari dell’Università di Fukuoka Chikushi Hospital di Chikushino, Giappone «L’olio di crusca di riso, come l’olio di sesamo, è a basso contenuto di grassi saturi e sembra migliorare il profilo del colesterolo del paziente e inoltre può ridurre il rischio di cardiopatia in altri modi, tra cui essere un sostituto per gli oli meno sani e i grassi nella dieta».
Questa combinazione sembra infatti essere  efficace quanto un diffuso farmaco contro l’ipertensione, in quanto riesce allora stesso modo a controllare pressione arteriosa e colesterolo presenti nel sangue, fattori di rischio per ictus, disturbi cardiaci e cardiovascolari. Questo è probabilmente dovuto all’azione benefica delle sostanze antiossidanti e agli acidi grassi salutari mono e polinsaturi. L’uso combinato di questi due oli ha mostrato risultati interessanti, ma non solo: essi diventano “straordinari”, quando si unisce ad essi l’uso di questo farmaco, affermano i ricercatori.

Combattere ipertensione e colesterolo : lo studio dei riceracatori

Lo studio ha coinvolto 300 persone, sia maschi che femmine, con un’età media di 57 anni, tutti soggetti a pressione lievemente e moderatamente alta. Questi soggetti sono stati suddivisi in 3 gruppi: durante un periodo di 60 giorni, il primo gruppo è stato trattato con un farmaco calcio-antagonista a base di nifedipina (usato comunemente nel trattamento dell’ipertensione), il secondo con la miscela di oli (in misura di circa un gr al giorno), mentre il terzo ha ricevuto sia farmaco che oli.
Dopo i 60 giorni, tutti i volontari hanno mostrato una diminuzione della pressione arteriosa sistolica, ma con qualche differenza: le persone del primo gruppo hanno avuto un abbassamento della pressione sistolica di 14 punti, quelle del secondo di 16 mentre quelle del terzo di ben 36 punti. Anche la pressione diastolico è diminuita: nel primo gruppo di 11 punti, nel secondo di 12 e nel terzo di ben 24.

Inoltre, si sono notati anche benefici per quanto riguarda il livello del colesterolo: mentre nei partecipanti facenti parte del primo gruppo non vi è stato alcun cambiamento, in quelli del secondo gruppo si è mostrato un calo del 26% del colesterolo LDL (quello “cattivo”) e un aumento del 9.5% di colesterolo HDL (quello “buono”); in quelli del terzo gruppo, si è verificato un calo di colesterolo LDL nella misura del 27% e un aumento dell’HDL del 10,9%.


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