Mio figlio è piccolino

La maggior parte dei bambini di bassa statura sono perfettamente sani, ma noi genitori siamo spesso assillati dalla preoccupazione che nostro figlio non cresca in modo regolare. In effetti, la statura è proprio uno dei più fedeli indici di buona salute. La crescita è determinata da una combinazione di fattori diversi: predisposizione genetica (ereditata dai genitori), condizioni di vita particolari (un’alimentazione poverissima, situazioni di trascuratezza o di abbandono) e alcune malattie o problemi ormonali possono rallentarla.

Come capire allora quando ci si deve preoccupare? Vi sono periodi della vita caratterizzati da un veloce ritmo di crescita (prima infanzia e pubertà) e periodi “di stasi”, in cui la crescita avviene a un ritmo meno serrato (tra i 2 e i 12 anni). Il concetto di crescita “normale” ha quindi margini molto ampi: esistono apposite tavole che definiscono, a seconda della fascia di età considerata, una statura che rientri ancora entro i limiti di normalità.

I bambini che si collocano al di fuori di questi limiti, per eccesso o per difetto, meritano di essere valutati dal pediatra. Occorre, insomma, seguire nel tempo la dinamica di crescita di un bambino misurandone, a intervalli regolari, peso e statura. Il pediatra di base valuterà la presenza di eventuali segni di malattie o richiederà, se necessario, una radiografia del polso e della mano sinistra per vedere il grado di sviluppo delle ossa: la cosiddetta “età ossea” potrà essere in anticipo o in ritardo rispetto all’età anagrafica. L’eventuale trattamento terapeutico dipenderà dalla causa che ha determinato il disturbo di crescita.


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