Come curare il giradito o patereccio

Curare il giradito tempestivamente è fondamentale poiché la scarsa attenzione nei confronti del problema e la trascuratezza possono causare danni ben più gravi.

Il giradito è un’infezione che interessa particolarmente le estremità delle dita ed è innescato dall’azione di batteri come lo stafilococco o lo streptococco, i quali sono spesso veicolati dalla saliva. Il suo nome scientifico è patereccio e si verifica soprattutto in coloro che soffrono di onicofagia: il vizio di mangiare le proprie unghie può causare un processo infiammatorio in cui l’essudato (liquido infiammatorio extravascolare) riesce a danneggiare gli strati epidermici di una o due falangi.

Come curare il giradito

Per  curare il giradito è possibile ricorrere a metodi semplici da realizzare in autonomia, l’importante è che se entro 3 giorni non si assiste ad una regressione, si consulti immediatamente il medico per evitare che l’infezione si estenda ai tendini e alle ossa della mano.

Come primo passo sciogliere del sale in una tazza d’acqua e immergervi il dito; il sale aiuta ad eliminare il gonfiore con la sua azione batteriostatica bloccando i microrganismi responsabili del patereccio. Per debellarli del tutto, però, è necessario applicare una pomata antibiotica (Gentalyn) sul dito e avvolgere quest’ultimo in una pellicola da cucina per potenziarne l’effetto. L’azione va ripetuta 2 volte al giorno.

Per preservare la ferita dall’attacco di altri germi, si consiglia di fasciare il dito con della garza sterile per favorire la traspirazione del tessuto epidermico, magari aggiungendo un cerotto di carta. La regressione del giradito dovrebbe avvenire nel giro di pochi giorni ma se non doveste notare un miglioramento, affidatevi alle cure mediche. Talvolta, infatti, il pus prodotto dal patereccio è eliminabile solo mediante incisione.


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