Sintomi e gradi delle emorroidi

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Grazie agli studi condotti dal presidente della Società Italiana di Chirurgia colo-rettale, Mario Trompetto, la malattia emorroidaria viene ripartita in quattro gradi, ognuno con caratteristiche specifiche e dettagliate più o meno gravi.
Per quanto riguarda il primo grado, i sintomi non sono palesi e le emorroidi tenderanno esclusivamente a gonfiarsi senza provocare particolari disagi; per quanto riguarda il secondo grado le emorroidi escono ogni qualvolta ci si ritrovi a praticare uno sforzo oppure durante la defecazione, anche se potrebbero rientrare nel canale anale; le emorroidi del terzo grado non sono elastiche come quelle del secondo e quindi non rientreranno automaticamente nell’ano, ma solo grazie ad alcune tecniche specifiche e manuali; le emorroidi appartenenti al quarto stadio sono esterne e non è quindi possibile farle tornare dentro.

I sintomi più comuni ed evidenti che indicano la presenza di una probabile malattia emorroidaria sono la presenza di sangue, il bruciore ed il prurito. Per quanto riguarda il sangue, è rintracciabile nelle feci oppure grazie alla presenza di alcune gocce di sangue dal colore rosso acceso una volta terminata l’evacuazione. Il prurito è abbastanza comune, causa fastidio ma potrebbe essere associato ad altri tipi di patologie. Il dolore varia da persona a persona, a seconda della gravità della malattia; inizialmente, le emorroidi provocano dolori leggeri e sopportabili ma destinati ad aumentare sempre di più.

Un altro sintomo meno comune è la presenza di un prolasso, ossia quando le emorroidi fuoriescono dall’ano, con la possibilità di rientrare dopo aver terminato di defecare, ma anche di rimanere all’esterno.
Qualora la malattia abbia raggiunto un livello elevato il paziente potrebbe incorrere ad un’altra patologia, l’anemia, causata dalla smisurata perdita di sangue.
Oltre ai sintomi sopra elencati potrebbero comparire delle perdite muco-sierose, edema e congestione, avvertendo stanchezza, pesantezza e disagio nella zona dell’ano.


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