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La sindrome di Asperger : sintomi e possibili cure

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Dopo aver parlato e approfondito la Sindrome di Tourette, affrontiamo un’altra sindrome abbastanza conosciuta : la sindrome di Asperger. Dal nome dello psichiatra e pediatra austriaco Hans Asperger, si intende un disturbo pervasivo dello sviluppo, simile all’autismo, di origine genetica su base neurologica. La sindrome crea anomalie che riguardano interazioni sociali, ma a differenza dell’autismo di tipo tradizionale, non comporta ritardi nello sviluppo cognitivo e nell’apprendimento del linguaggio. I comportamenti degli individui afflitti sono decisamente ripetitivi e sempre uguali a se stessi e i campi d’interesse molto limitati.
COME SI MANIFESTA LA SINDROME DI ASPERGER
Tra i sintomi della sindrome di Asperger troviamo anche indifferenza verso chi circonda i soggetti afflitti e ciò che accade attorno a loro, ansia, depressione, disturbo dell’apprendimento non verbale, disturbo schizoide di personalità e DOC (disturbo ossessivo-compulsivo). La sindrome di Asperger compare nell’infanzia ed è identificabile, oltre che da una condizione di isolamento ed estraneità, anche da un timbro di voce monotono, scarso interesse nell’ascoltare le parole degli altri, difficoltà a comprendere aneddoti e doppi sensi, goffaggine, movimenti impacciati, postura scorretta, sguardo assente, mancanza di equilibrio e scarsa gestualità del corpo.
COME PREVENIRE E COMBATTERE LA SINDROME DI ASPERGER
Generalmente le terapia cognitivo-comportamentale cioè la psicoterapia cognitivo-comportamentale è una delle più diffuse psicoterapie per la terapia di diversi disturbi psicopatologici, in particolare dei disturbi dell’ansia e dell’umore. Per meglio comprendere il significato del termine cognitivo-comportamentale vediamo di decostruire il concetto. La prima cosa da fare, in ogni modo, è scoprire insieme allo specialista quanto più possibile sul tipo di caratteristiche che nel bambino la sindrome di Asperger ha comportato e, di qui, procedere a trovare la terapia che possa migliorarne quei sintomi e quei disturbi per cui non è sufficiente l’approccio educativo.
La Sindrome di Tourette : sintomi, cause e cure
La sindrome di Tourette descritta nell’800 da Gilles de la Tourette, era conosciuta anche nel 600. La sindrome ha un carattere ereditario, si manifesta principalmente nell’età infantile tra i quattro e gli otto anni, è una defunzione nervosa che si manifesta maggiormente negli uomini rispetto alle donne e presenta diverse manifestazioni nervose e tic fonetici.
Sintomi e cause della sindrome di Tourette
In realtà non è giusto parlare di sintomi in quanto la sindrome si presenta con comportamenti e tic riassunte in un quadro comportamentale elaborato da Tourette che stila una serie di movimenti involontari del corpo e movimenti facciali oltre a tic verbali. Il tic può colpire i muscoli dell’occhio o del collo, possono verificarsi casi di disturbo del linguaggio e altre forme più complesse. L’età in cui si manifesta è solitamente nell’infanzia, con l’adolescenza possono aumentare o diminuire sino ad avere la scomparsa completa dei sintomi. Una definizione degna di nota è quella di Oliver Sacks che colloca l’origine della sindrome nelle zone del cervelletto antico e la mancata comunicazione tra corpo-mente che genera tali comportamenti, gettando così le basi della neuropsicologia.
Cure e rimedi alla sindrome di Tourette
Gli studi in questi anni sulla sindrome non hanno ancora trovato una cura certa per la scomparsa dei sintomi, ma molti hanno visto come la sindrome è legata ad un alterazione del funzionamento della dopamina e agendo su quest’ultima attraverso alcuni farmaci, si può moderare il sintomo. Altre cure riguardano la branca psico educativa che affiancati alla cura di farmaci permettono di risolvere il problema fino ad estinguere i tic ed i comportamenti, studi di neuro modulazione e le tecniche di ” Habit Reversal ” vengono utilizzate per una cura attraverso la riabilitazione quotidiana dei movimenti e importante nel risolvere il problema è il nucleo famigliare che aiutano il paziente nella correzione dei movimenti.
Le caratteristiche di questa sindrome si manifestano in molte persone, ma attraverso cure e l’affiancamento psicoterapeutico si possono superare quei fastidiosi disturbi che non riuscite a controllare.
Curare la sclerosi multipla: a maggio la sperimentazione Zamboni
In argomento cura sclerosi multipla, ormai é ufficiale che partirà a maggio, in Emilia Romagna, la sperimentazione del metodo Zamboni, che prevederà non soltanto una verifica delle ricerche del professore, ma principalmente l’esistenza o meno di relazioni tra l’insufficienza venosa cerebro-spinale cronica (Ccsvi) e la sclerosi multipla. Infatti, queste relazioni non sono state ancora dimostrate, ma la Regione spera di venirne a capo proprio grazie a questo progetto.
Curare Sclerosi Multipla : la teoria del Prof. Zamboni
La sperimentazione costerà ben €2.742.000, ma si tratta di denaro speso per donare speranza. Secondo il prof. Zamboni, infatti, la correlazione tra le due malattie esiste davvero, e la cura consisterebbe in un’operazione chirurgica di riapertura delle giugulari, solitamente occluse nei pazienti affetti da sclerosi multipla.
La ricerca sarà condotta in venti centri sul territorio regionale, e su un campione di 685 pazienti di età compresa tra i 18 e i 65 anni affetti da sclerosi multipla nelle sue varie forme e gradi di gravità. Del campione totale, due terzi verranno sottoposti sia alla flebografia che all’angioplastica, mentre il restante terzo non subirà l’operazione (solo trattamento diagnostico).
Attendiamo con trepidazione notizie dalla commissione multidisciplinare della Regione Emilia, incaricata di vigilare sull’intero progetto di sperimentazione.
Morbo di Parkinson : la prevenzione inizia con una dieta ricca di flavonoidi

Il Morbo di Parkinson e i flavonoidi, cosa potrebbe legare questi due termini che si riferiscono a cose decisamente diverse? Se del primo, purtroppo, conosciamo di cosa si tratta e i suoi terribili effetti, i flavonoidi sono composti chimici naturali, diffusi nelle piante superiori e noti per essere dei potenti antiossidanti svolgendo, pertanto, un’azione di contrasto nei riguardi di fattori di rischio delle malattie cardiovascolari.
Prevenire il Morbo di Parkinson con i flavonoidi
Un recente studio proveniente dall’Harvard University e dallaUniversity of East Anglia, ha messo nero su bianco che dieta molto ricca di flavonoidi riesce ad aiutare nella prevenzione del morbo di Parkinson.
Lo studio ha coinvolto 130 mila persone di entrambi i sessi e si é scoperto che chi consumava alimenti molto ricchi di flavonoidi (tè, vino rosso, mele, mirtilli) abbassava del 40% la probabilità di ammalarsi di Parkinson.
Secondo il professor Xiang Gao che ha coordinato lo studio, i flavonoidi riescono a proteggere il cervello dall’invecchiamento e malattie neurodegenerative. Entrando nel dettaglio, un ruolo basilare lo giocano le antocianine, facente parte della famiglia dei flavonoidi e che poi son responsabili del colore che hanno alcuni frutti e ortaggi. Possiamo trovare le antocianine in buone dosi nelle melanzane, arance, more, ciliegie, ribes e lamponi. Anche, come detto prima, nel tè e vino rosso.
Fonte : University of East Anglia
Ernia Iatale : sintomi ed alimentazione corretta
Premesso che l’ernia iatale è una patologia ancora poco compresa e troppo spesso chiamata in causa anche quando nulla ha a che fare con la situazione medica del paziente. Obiettivo di questo post è quello di spiegare tutto ciò che c’è da sapere sull’ernia iatale, disturbo molto diffuso tra le persone, tanto è vero che a soffrirne è il 15% degli italiani.
Cosa é l’ernia iatale?
Si tratta, appunto, di una patologia in cui si verifica lo spostamento dello stomaco mediante il diaframma, dalla sua posizione normale al torace. Per ciò che concerne le cause dell’ernia iatale, è bene precisare non ne esiste una sola. Tuttavia, i forti dolori addominali sono alla base di questa patologia. Fra le altre, molto comuni sono il sovrappeso, l’indossare abiti stretti e la tosse cronica. Infine, ulcere, anemia, tumori esofagei e problemi alla respirazione sono i sintomi peggiori se non si cura questa patologia a dovere consultando il medico o lo specialista
Tre sono le più comuni forme di ernia iatale:
- Ernia iatale da scivolamento: di certo la forma più comune, soprattutto fra chi è sovrappeso. Emorroidi, ernia inguinale e ptosi renale sono altri sintomi di cui soffrono le persone affette da questa patologia.
- Ernia iatale da esofago corto: l’allargamento dell’angolo di His è quello che caratterizza questo tipo di ernia iatale.
- Ernia paraesofagea o da rotolamento: la meno diffusa, ma al tempo stesso la più “pericolosa”. Spesso ha origine da un intervento chirurgico relativo al primo tipo di ernia iatale.
Dieta ed alimentazione per l’ernia iatale
Sulle cure sull’ernia iatale, è bene seguire una dieta calibrata ed equilibrata (a suggerirla deve essere tassativamente un dietologo)- evitando alcol, caffè, cibi speziati, piccanti ed eccessivamente grassi. Dire addio al fumo non potrà che giovarvi.
Inoltre, é consigliato fare pasti poco abbondanti e frequenti evitando di mangiare poco prima di coricarsi. Evitate di fare troppi esercizi per addominali tonici e di portare cinture che creano pressione sull’addome e provocano un reflusso.
Morbo di Crohn : Sintomi, Cause, Terapia e varie forme
Il morbo di Crohn o morbo di Hustendrolef (malattia infiammatoria cronica intestinale – MICI) noto anche come enterite regionale, è un’infiammazione cronica dell’intestino che può colpire l’intero tratto gastrointestinale, dalla bocca all’ano, e i cui sintomi possono essere numerosi e diversificati. In genere il morbo di Crohn comincia a manifestarsi fra i 15 e i 30 anni di età.
È considerata una malattia autoimmune, poiché l’infiammazione è provocata dall’immunità adattativa che cerca di compensare le ridotte funzionalità del sistema immunitario e che dà origine all’infiammazione aggredendo il tratto gastrointestinale, ma viene classificata fra le patologie infiammatorie intestinali.
Sintomi e diagnosi del morbo di Crohn
I sintomi principali del morbo di Crohn si manifestano a livello gastrointestinale (dolori addominali, diarrea, con possibilità di perdite di sangue, vomito, perdita di peso), ma può manifestarsi anche con eruzioni cutanee, artriti remautoidi, infiammazione degli occhi, stanchezza e mancanza di concentrazione.
Viste la varietà e la complessità di sintomi, la diagnosi avviene attraverso non un singolo esame, ma una serie di esami: fra questi l’albuminemia, la coprocultura, la colonscopia, la biopsia.
Forme del morbo di Crohn
La classificazione della malattia avviene può avvenire in base alla parte dell’organismo colpita:
- ileocolica di Crohn: la forma più diffusa, che colpisce l’intestino crasso e l’ultima parte dell’intestino tenue a questo collegato, l’ileo;
- ileite di Crohn: colpisce solo l’ileo;
- colite di Crohn: colpisce solo l’intestino crasso e potrebbe essere inizialmente confusa con la colite ulcerosa;
- malattia di Crohn gastroduodenale: colpisce lo stomaco e la prima parte dell’intestino tenue, il duodeno;
o in base al suo comportamento in fase di progressione (classificazione di Vienna):
- stenosante: si ha un restringimento dei visceri con possibilità di occlusione intestinale e di anomale dimensioni delle feci;
- penetrante: si ha l’insorgenza di fistole fra l’intestino e altre parti adiacenti dell’organismo, come la pelle;
- infiammatoria: si ha la sola infiammazione senza stenosi né fistole.
Cause e fattori di rischio del morbo di Crohn
Fra i principali fattori di rischio del morbo di Crohn, ancora da accertare completamente, ci sarebbero la predisposizione genetica e una combinazione di fattori ambientali: per quanto riguarda la dieta è stata riscontrata una correlazione fra l’eccessivo consumo di proteine della carne, del latte, l’eccessiva assimilazione di omega 6 e acidi grassi polinsaturi omega-3 e l’aumento di incidenza del morbo di Crohn; su questa pare abbiano un peso rilevante anche il fumo e l’assunzione di contraccettivi ormonali.
Terapia
Al momento non esiste una terapia farmacologica risolutiva o un tipo di intervento chirurgico che possano eliminare il morbo di Crohn, di cui però si possono tenere sotto controllo i sintomi, mantenerne la remissione e prevenirne le ricadute.
Prevenire l’Ictus: dalla vitamina C degli agrumi un aiuto nella prevenzione
Dopo un paio di articoli dedicati alla vitamina D, torniamo, in un certo senso, sull’argomento. I flavonoidi, conosciuti anche come vitamina C2 o vitamina P, sono un aiuto nella prevenzione dei fattori di rischio dell’ictus. Questo il risultato di uno studio condotto da un team di ricercatori della University of East Anglia.
Iniziamo citando Wikipedia sul significato preciso della parola ictus :
È detto ictus, dal latino colpo, un evento vascolare cerebrale patologico, con conseguente perturbazione acuta della funzionalità encefalica, focale o generalizzata. Viene chiamato anche apoplessia o più appropriatamente attacco apoplettico o colpo apoplettico.
Il consumo di agrumi aiuterebbe a ridurre i rischi di ictus
Scopo della ricerca era studiare l’associazione tra l’azione dei flavonoidi e i rischi di ictus ischemico, emorragico e totale.
Lo studio è stato condotto su 69.622 donne; ogni 4 anni sono stati registrati tramite appositi questionari i dati relativi alle abitudini alimentari di ciascuna di loro, nello specifico all’assunzione di flavonoidi attraverso l’alimentazione.
Il monitoraggio è durato 14 anni, alla fine dei quali è emerso un dato molto importante: per le donne che hanno assunto grandi quantità di flavonoidi attraverso il consumo regolare di agrumi, in frutto o in spremuta, principali fonti di flavonoidi, il rischio di essere colpite da ictus si è abbassato del 19%.
Il consumo di agrumi può dunque essere associato alla riduzione del rischio di ictus, e il loro contenuto di flavonoidi considerato come potenziale cardioprotettivo. Il team di studiosi precisa comunque che saranno necessari ulteriori ricerche per confermare quanto emerso finora.
La ricerca è stata recentemente pubblicata sulla rivista scientifica Stroke. Sul sito della rivista è a disposizione un abstract, mentre per la versione integrale dell’articolo in pdf occorre fare un abbonamento.
Herpes labiale? Scopri il primo sito dedicato al problema

Si chiama herpes labiale e, per molti di voi che leggono questo articolo é spesso un incubo che torna a manifestarsi troppo spesso.
Questo Herpes (noto anche come "febbre delle labbra") si manifesta spesso quando ci avviciniamo alla primavera, e può esser causato da stress psicosomatico, tensiome emotiva, eccessiva esposizione ai raggi del sole, da una eccessiva attività fisica che ha indebolito l'organismo oppure anche da errata alimentazione.
In sostanza, non sono ancora chiare le cause vere e reali che portano ad una nuova attivazione del virus, ma questo problema influisce diversamente su uomini e donne, perché se per i primi é sicuramente un grandissimo fastidio, per le donne diciamo che somiglia davvero ad una tragedia per ovvii motivi.
Ma quali cure e rimedi ci sono per l'herpes labiale? Come e perché si forma e si manifesta questo spiacevole e virus? Come possiamo intervenire e curarlo? Insomma, moltissimi sono alla disperata ricerca di consigli pratici per condurre una vita senza rinunce.
Ed ora la soluzione dc'è perché dal 1° febbraio 2012 è online il sito www.sceltasenzarinunce.it. Si tratta del primo vero sito completamente dedicato ai 12 milioni di italiani che soffrono di questo problema, cioè di herpes labiale.
Vediamo come è organizzato il sito in questione in modo che possiate navigarlo in modo facile alla ricerca delle informazioni che vi occorrono.
Sono 3 le sezioni principali :
• “Herpes labiale”
• “Come curare l’herpes”
• “La voce degli esperti”
L'importanza dei contenuti e dell'iniziativa di questi sito é palese soprattutto perché non esistevano, finora, portali di riferimento che trattassero come unico argomento principale l'herpes labiale.
Inoltre, vi consiglio di porre particolare attenzione all'ultima sezione cui fornisce un prezioso contributo il Prof. Sergio Chimenti, Direttore Clinica Dermatologica, Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”.
Il prof Chimenti mostra tutti gli aspetti della patologia dell'herpes cercando di fornire preziosi consigli per contrastare efficacemente il fastidioso problema.
Ma non é tutto! Infatti, oltre ad restare sempre aggiornati sui vari aggiornamenti proposti dal sito e che vi aiuteranno a vivere più serenamente con l’ herpes, c'è anche un'altra novità.
Per conoscere in modo più simpatico l’argomento, potrete partecipare ad un concorso a premi semplicemente compilando un breve questionario. In palio c'è un ingresso al cinema (3.000 biglietti in palio) e, tra tutti i partecipanti, c'è anche la possibilità di vincere una card cinema che dura 1 anno. Leggete e scoprite queste e altre fantastiche iniziative su www.sceltasenzarinunce.it
Infine, esprimete le vostre opinioni e pareri nei commenti in modo che possiamo scambiare tra noi anche idee e dubbi!
Otite media: cause, sintomi e terapia
Quando parliamo di otite media parliamo di una un’infiammazione più o meno marcata che colpisce l’orecchio medio.
Otite media: cause
Le tube di Eustachio mettono in comunicazione la parte posteriore del naso con l’orecchio medio; in caso di infiammazione alle vie respiratorie superiori, questa può raggiungere le tube di Eustachio, che non riescono più a svolgere correttamente i propri meccanismi di drenaggio e di compensazione fra la pressione interna ed esterna all’orecchio, generando pressione e possibili lesioni (barotrauma) alla membrana timpanica, con conseguente dolore.
Otite media: sintomi
Nella forma acuta dell’otite media, patologia molto diffusa in età pediatrica, i sintomi principali possono essere otalgia, febbre, nausea, vomito e diarrea, spesso accompagnati da perdita omolaterale dell’udito (le “orecchie ovattate”); la membrana timpanica appare rigonfia e arrossata, con possibili secrezioni dietro di essa ed eventuale deformità del timpano per effetto della loro pressione.
Può giovare applicare un panno caldo o una borsa dell’acqua calda, mentre bisogna evitare di pulire il condotto uditivo con bastoncini di cotone.
Otite media: terapie
La terapia è comunemente fondata sull’assunzione di antibiotici, accompagnato in caso di forte otalgia da antidolorifici.
Le complicazioni di un trattamento non adeguato possono essere la perforazione del timpano e, nei casi più gravi, labirintite, mastoidite acuta, meningite, paralisi del nervo facciale.
Dermatite Atopica in neonati, bambini e adulti
Sicuramente, anche se non ne avete mai sofferto, avrete sentito parlare di dermatite atopica.
Dermatite Atopica : cosa é
Si tratta di una malattia infiammatoria eczematoso della pelle, spesso presente nei neonati e bambini e più raramente disponibile nelle fasce adulte. Molto probabilmente é una conseguenza di una sensibilità specifica della pelle che risulta facilmente irritabile sottoposta a vari fattori.
Gli studi stanno dimostrando che solo in pochissimi casi la causa della dermatite atopica è un’allergia alimentare.Questa malattia viene spesso associata ad asma e rinite e si tratta di una malattia genetica tanto che può essere presente anche in altri familiari.
Come si manifesta la dermatite atopica?
Come si manifesta questa malattia? Nella maggior parte dei casi, con un eczema sul volto, sulle pieghe di gomiti, ginocchia e sul tronco. Con il passare degli anni, la dermatite atopica sta diventando un problema sempre più velocemente anche nelle persone adulte.
Bisogna assolutamente sfatare alcuni luoghi comuni: non si tratta di un’allergia, ma da una situazione genetica determinata spesso da uno dei genitori.
Esistono tre tipologie di dermatite atopiche:
- mista
- intrisenca
- estrinseca
Dermatite Atopica : consigli generali
- Evitare detergenti non classificabili, ma utilizzare solo i classici “detergenti non saponi” per la vostra igiene oppure semplice sapone di Marsiglia per lavare i vostri capi
- Fate Bagno o doccia con acqua tiepida e non superate i 10-15 minuti sfruttando solo soluzioni oleose detergenti a base di oli minerali. Per asciugare evitate di strofinare
- Per combattere il prurito mantenete le unghie corte ai bambini oppure, se neonati, fate indossare loro i guantini di cotone. Inoltre, cercate di evitare cibi ricchi in sostanze che possono peggiorare la situazione come istamina o tiramina
Fondamentale, comunque, nel momento in cui vostro figlio presenta dei piccoli difetti genetici a carico della pelle è consigliabile richiedere immediatamente una visita dal dermatologo.






