Immunoglobuline IGG alte nel sange

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Le Immunoglobuline IGG alte sono un particolare tipo di anticorpi sintetizzate dai linfociti B e che caratterizzano circa il 70 – 75 % delle immunoglobuline totali presenti nel nostro organismo. Una delle funzioni più importanti che questi anticorpi hanno all’interno del nostro corpo è la protezione del neonato durante i primi sei mesi di vita, periodo durante il quale l’organismo non è in grado di produrre da solo queste forti barriere ma deve ancora utilizzare quelle ricevute dalla madre durante la gravidanza.

IMMUNOGLOBULINE IGG ALTE NEL SANGUE

Si è già detto che queste immunoglobuline vengono trasmesse dalla madre al feto durante la gravidanza attraverso la placenta, garantendo una protezione contro virus e batteri al bambino durante i primi sei mesi circa di vita dopo la nascita.

Questa situazione funziona bene solo se la percentuale di immunoglobuline IGG non sono troppo alte nel sangue perché sennò il risultato può essere tutt’altro che positivo. Si può incorrere in pericolose malattie autoimmuni come ad esempio il LES (Lupus Eritematoso Sistemico) che può colpire numerosi organi del nostro corpo, la sarcoidosi (che colpisce principalmente i polmoni e le ghiandole linfatiche), infezioni batteriche, virali o da parte di parassiti, l’epatite acuta e cronica e la cirrosi di Morgagni-Laennec (legata soprattutto agli abusi di alcool).

In caso contrario, ovvero quando le immunoglobuline IGG siano troppo basse, è anche possibile somministrarle per via intramuscolare in modo tale da garantire una protezione, seppure temporanea, contro alcune malattie, come ad esempio l’epatite o fegato ingrossato. I livelli di questa immunoglobulina possono abbassarsi in seguito a particolari situazioni: in caso di sindrome nefrosica, patologia enterica essudativa, ustioni, ipogammaglobulinemia congenita o acquisita oppure durante l’uso di alcuni farmaci immunosopressori.

Per evitare o quanto meno prevenire problemi legati a valori sballati di immunoglobuline è quindi consigliabile sottoporsi regolarmente (almeno a cadenza annuale) ad esami del sangue approfonditi, soprattutto in casi di donne che desiderano concepire o che sono già in attesa di un bambino.


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