Potassio basso : sintomi e rimedi dell’ipokaliemia

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Il potassio è uno degli elementi fondamentali del nostro organismo e come tale è opportuno che venga assunto in giuste quantità. Si trova direttamente all’interno delle nostre cellule e viene utilizzato per il loro corretto funzionamento assieme a nervi e muscoli. Per questo motivo chi soffre di potassio basso può incorrere in numerosi problemi, anche molto gravi nei casi estremi. Allo stesso modo, come abbiamo già visto nei giorni scorsi, anche chi soffre di potassio alto deve porre attenzione all’alimentazione. È opportuno quindi controllare che i livelli siano sempre costanti e, in caso di squilibri, ricorrere a specifiche terapie per riportarli a regime.

POTASSIO BASSO : SINTOMI E RIMEDI

La carenza di potassio nel sangue è anche chiamata ipokaliemia. La carenza può essere causata da un uso eccessivo di diuretici e lassativi, dall’uso di prodotti a base di ormoni come il cortisone o l’aldosterone, da un’alimentazione povera di frutta e verdura, dall’uso di zucchero raffinato che, rendendo le urine alcaline, impedisce ai minerali di essere trattenuti in soluzione. Altre cause possono essere la conseguenza di alcune terapie come la prolungata somministrazione endovenosa di soluzione salina.

I sintomi più comuni che inducono a pensare a tale problema sono vomito, diarrea, disturbi alle ghiandole surrenali. Nei casi più gravi poi si può verificare un generale indebolimento e il deterioramento delle funzioni neuromuscolari, del sistema nervoso centrale, fragilità ossea, sterilità, riflessi scarsi, crescita stentata, muscoli senza tono, ipertrofia renale, battito cardiaco rallentato fino a giungere nei casi estremi anche alla morte.

In caso di potassio basso il rimedio più veloce è assumere un regime di dieta che preveda alimenti ricchi di potassio aggiunti a integratori orali. È opportuno assumere questi integratori a piccole dosi perché un accumulo eccessivo del minerale può irritare l’apparato digerente. Nei casi più gravi è possibile somministrare potassio anche tramite flebo, soprattutto quando il paziente continua a perdere ingenti quantità di vitamine a seguito di vomito o diarrea oppure quando questa patologia provoca aritmia cardiaca.


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